Resilienza e qualità della vita (di Francesca Sacchelli)

Con il termine "resilienza" si intende la capacità di far fronte ad eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.
In altre parole si tratta di una qualità che permette una sorta di adattamento creativo e costruttivo alle avversità.
Il termine, preso in prestito dalla scienza dei materiali e indicante la proprietà che alcuni elementi hanno di conservare la propria struttura, o riacquistare la forma originaria, dopo averla persa per essere stati deformati o schiacciati, definisce in psicologia la capacità della persona di riuscire a fronteggiare in modo costruttivo situazioni avverse.

Coloro che possiedono un alto livello di resilienza sono in grado di affrontare in modo efficace le contrarietà che possono presentarsi nel corso di vita, dando nuovo slancio alla propria esistenza ed anche raggiungere traguardi desiderati.
La resilienza, come funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto ai vissuti, all'esperienza e alle modificazioni dei meccanismi mentali che la sottendono, può incrementarsi e potenziarsi attraverso l'apprendimento.

Chi riesce al meglio a fronteggiare le avversità presenta di solito una serie di caratteristiche:
1) La convinzione di poter padroneggiare gli eventi che si verificano senza sentirsi in balia degli stessi (controllo)
2) La tendenza a farsi coinvolgere nelle attività (impegno)
3) La predisposizione ad accettare i cambiamenti (il piacere per le sfide)
Trattandosi di tre caratteristiche di cui si può avere consapevolezza, queste possono essere potenziate, stimolate, coltivate, incoraggiate.
Sostanzialmente si tratta di persone che si presentano ottimiste, flessibili, creative, in grado di lavorare insieme ad altre persone (in gruppo) e che attingono sovente dalle proprie e altrui esperienze.
La resilienza, dunque, non è una qualità che si presenta in modalità on/off (presente/assente) nell'individuo ma presuppone una serie di pensieri, comportamenti e azioni che possono essere appresi e implementati.
Avere un alto livello di resilienza non significa affatto non sperimentare disagi e difficoltà di vita, ma riuscire ad attivare le risorse che consentono di affrontarli e gestirli senza lasciarsi sopraffare da questi stessi eventi stressanti.
Ancora, possedere un elevato grado di resilienza non vuol dire non sbagliare, ma saper disporsi al cambiamento quando necessario, in modo da correggersi e raddrizzare la propria direzione, nell'ottica di un migliore adattamento creativo alla vita stessa. 

Molteplici sono i fattori che concorrono a determinare un elevato livello di resilienza a partire dalla presenza di relazioni interpersonali positive: una rete di persone stimolanti, aperte e accoglienti, che consentano la creazione di spazi di condivisione in un clima di fiducia e sicurezza, tende ad accrescere il grado di resilienza dell'individuo stesso.
Ulteriori fattori costitutivi coinvolti in un alto grado di resilienza e che riguardano più strettamente la persona sono rintracciabili nella sua:
- capacità di darsi realistici obiettivi e mete di vita pianificando i passi per il loro raggiungimento in modo graduale;
- valutazione di sé positiva insieme a una buona consapevolezza delle proprie abilità e dei punti di forza
- competenza nel controllo degli impulsi e delle emozioni
- capacità di risoluzione dei problemi ("problem solving") e abilità comunicative adeguate

Diverse possono essere le strategie da ricercare e utilizzare per migliorare il proprio livello di resilienza. Da questo punto di vista, un modo utile per individuare quella maggiormente idonea può essere quello di focalizzare l'attenzione su esperienze passate in cui è possibile rintracciare quelle risorse personali che rappresentano i nostri punti di forza distintivi.

(Dott.ssa Francesca Sacchelli)


(Dott.ssa Francesca Sacchelli)il termine "resilienza" si intende la capacità di far fronte ad eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.
In altre parole si tratta di una qualità che permette una sorta di adattamento creativo e costruttivo alle avversità.
Il termine, preso in prestito dalla scienza dei materiali e indicante la proprietà che alcuni elementi hanno di conservare la propria struttura, o riacquistare la forma originaria, dopo averla persa per essere stati deformati o schiacciati, definisce in psicologia la capacità della persona di riuscire a fronteggiare in modo costruttivo situazioni avverse.
 
Coloro che possiedono un alto livello di resilienza sono in grado di affrontare in modo efficace le contrarietà che possono presentarsi nel corso di vita, dando nuovo slancio alla propria esistenza ed anche raggiungere traguardi desiderati.
La resilienza, come funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto ai vissuti, all'esperienza e alle modificazioni dei meccanismi mentali che la sottendono, può incrementarsi e potenziarsi attraverso l'apprendimento.
 
Chi riesce al meglio a fronteggiare le avversità presenta di solito una serie di caratteristiche:
1) La convinzione di poter padroneggiare gli eventi che si verificano senza sentirsi in balia degli stessi (controllo)
2) La tendenza a farsi coinvolgere nelle attività (impegno)
3) La predisposizione ad accettare i cambiamenti (il piacere per le sfide)
Trattandosi di tre caratteristiche di cui si può avere consapevolezza, queste possono essere potenziate, stimolate, coltivate, incoraggiate.
Sostanzialmente si tratta di persone che si presentano ottimiste, flessibili, creative, in grado di lavorare insieme ad altre persone (in gruppo) e che attingono sovente dalle proprie e altrui esperienze.
La resilienza, dunque, non è una qualità che si presenta in modalità on/off (presente/assente) nell'individuo ma presuppone una serie di pensieri, comportamenti e azioni che possono essere appresi e implementati.
Avere un alto livello di resilienza non significa affatto non sperimentare disagi e difficoltà di vita, ma riuscire ad attivare le risorse che consentono di affrontarli e gestirli senza lasciarsi sopraffare da questi stessi eventi stressanti.
Ancora, possedere un elevato grado di resilienza non vuol dire non sbagliare, ma saper disporsi al cambiamento quando necessario, in modo da correggersi e raddrizzare la propria direzione, nell'ottica di un migliore adattamento creativo alla vita stessa. 
 
Molteplici sono i fattori che concorrono a determinare un elevato livello di resilienza a partire dalla presenza di relazioni interpersonali positive: una rete di persone stimolanti, aperte e accoglienti, che consentano la creazione di spazi di condivisione in un clima di fiducia e sicurezza, tende ad accrescere il grado di resilienza dell'individuo stesso.
Ulteriori fattori costitutivi coinvolti in un alto grado di resilienza e che riguardano più strettamente la persona sono rintracciabili nella sua:
- capacità di darsi realistici obiettivi e mete di vita pianificando i passi per il loro raggiungimento in modo graduale;
- valutazione di sé positiva insieme a una buona consapevolezza delle proprie abilità e dei punti di forza
- competenza nel controllo degli impulsi e delle emozioni
- capacità di risoluzione dei problemi ("problem solving") e abilità comunicative adeguate
 
Diverse possono essere le strategie da ricercare e utilizzare per migliorare il proprio livello di resilienza. Da questo punto di vista, un modo utile per individuare quella maggiormente idonea può essere quello di focalizzare l'attenzione su esperienze passate in cui è possibile rintracciare quelle risorse personali che rappresentano i nostri punti di forza distintivi
(Dott.ssa Francesca Sacchelli)

Il contributo di Carl Rogers: la comprensione empatica e il cambiamento

 

(di Francesca Sacchelli)

 

“Se veramente mi permetto di capire un'altra persona, posso essere cambiato da quanto comprendo” (Rogers C., pag.36, 2013). Negli anni ’60 Carl Rogers, esponente principale della psicologia umanistica, con il suo approccio non direttivo centrato sulla persona, tratta dell’ascolto e della comprensione empatica come di una delle tre condizioni necessarie e sufficienti affinchè l’intervento di aiuto volto alla modificazione personale sia efficace. In quest’ottica l’empatia consiste in un particolare atteggiamento pscicologico dell'operatore della relazione di aiuto, una competenza cardine, che lo porta a sentire il mondo privato del cliente “come se” fosse il proprio, senza tuttavia smarrire mai questa condizione del “come se”, così da non aggiungere le proprie emozioni e sentimenti a quelli del cliente. Si tratta in altri termini del processo esperienziale ed interpersonale dell’entrare in contatto profondo con il mondo interiore di un’altra persona riuscendo a seguirne, sintonizzandosi con essi, sfumature di senso e sentimento, cum-prendendo l’essenza del suo vissuto nel qui e ora...(Leggi di più)

The only person who is educated is the one who has learned how to learn and change. The good life is a process, not a state of being. It is a direction, not a destination

  (Carl Rogers) 

I do my thing and you do your thing. I am not in this world to live up to your expectations, and you are not in this world to live up to mine. You are you, and I am I, and if by chance we find each other, it's beautiful. If not, it can't be helped

(F.S. Perls)

The only real voyage of discovery consists not in seeking new landscapes, but in having new eyes

(M. Proust)

Dragonfly: la creatura del vento e del cambiamento favorevole               

Una leggenda narra di come la libellula fosse una volta un drago molto saggio che volando portava la luce, di notte, grazie al suo respiro di fuoco. Il suo magico respiro creò l’arte della magia e l’illusione della forma cangiante. Tradizionalmente, la libellula è il simbolo della trasformazione e del costante processo di cambiamento nella vita. Anche se trascorre la maggior parte della sua esistenza sul fondo di uno stagno, la libellula emerge poi dall’abisso e impara a volare. Graziosa ed elegante, capace di incredibili manovre aeree, con le sue ali lucenti, piene dei colori dell’arcobaleno, si fa strada attraverso il peso dell’acqua e nella luce del sole, ottenendo quello di cui ha bisogno per cambiare e svilupparsi. Quando è pronta, mette da parte il suo involucro protettivo e vola via dallo stagno...(Leggi di più)

 

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